Permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo

Che cos’è e chi può richiederlo

Il permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo (l’ex carta di soggiorno) è valido a tempo indeterminato e può essere usato come documento di identificazione personale; ogni 5 anni va aggiornato nella fotografia e nei dati. Si può richiedere anche per i familiari regolarmente soggiornanti in Italia da almeno 5 anni:

  • il coniuge di almeno 18 anni, non legalmente separato;
  • i figli minorenni;
  • i figli maggiorenni a carico con invalidità totale;
  • i genitori a carico che non hanno altri figli nel Paese di origine, oppure, se ultrasessantacinquenni, i cui altri figli non possono mantenerli per gravi e documentati motivi di salute.

I requisiti

Lo straniero può chiederlo per sé e per i familiari se:

  • soggiorna regolarmente in Italia da almeno 5 anni;
  • ha un permesso di soggiorno in corso di validità (ad esempio per lavoro, famiglia, protezione sussidiaria, asilo, residenza elettiva, motivi religiosi);
  • ha un reddito sufficiente al sostentamento proprio e dei familiari;
  • dimostra l’idoneità dell’alloggio (non richiesta ai titolari di status di rifugiato o di protezione sussidiaria);
  • non ha situazioni penali rilevanti;
  • conosce la lingua italiana almeno al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento (non richiesto a rifugiati e titolari di protezione sussidiaria).

Per dimostrare la conoscenza della lingua è possibile prenotare il test di italiano e richiedere il permesso di soggiorno presso la sede CCL più vicina. Sono esonerati dal test:

  • i minori di 14 anni;
  • gli stranieri con gravi limitazioni all’apprendimento linguistico, attestate da certificazione medica;
  • chi ha già un attestato di italiano di livello A2 rilasciato da un ente certificatore riconosciuto, oppure ha frequentato corsi presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti ottenendo il titolo di livello A2;
  • chi ha un diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado, o certificati di frequenza di corsi universitari, master o dottorati;
  • chi è entrato in Italia come dirigente o personale altamente specializzato, i professori universitari con incarichi in Italia, i traduttori e interpreti e i giornalisti accreditati.

Per maggiori informazioni e assistenza, rivolgiti alla sede CCL più vicina.

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